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Vini di Vignaioli – Fornovo 2015

Tornare anche quest’anno a Fornovo è stata un’emozione genuina!

“Vini di Vignaioli” è la degustazione più vera alla quale si possa partecipare.

Un grande tendone bianco sotto al quale si riuniscono annualmente i “vignaioli” che producono i loro vini in modo “naturale”. Si possono trovare vini ottenuti con il “metodo ancestrale” rifermentando in bottiglia, vini non filtrati, vini biologici o biodinamici, vini sui lieviti, vini con principi ossidativi o largamente ossidati, vini macerati, orange wine ed ogni genere di esperimento che sia possibile fare con l’uva!

Sala degustazione

Sala degustazione

Cosa significa Lucio? Significa che questi produttori hanno deciso di dare linfa alle loro bottiglie partendo da un solo valore ma ben ponderato: Non aggiungere nulla al proprio vino affinché risulti il più fedele possibile al territorio, affinché rispetti il vitigno, affinché rispecchi l’annata e affinché non sia corretto o migliorato dall’utilizzo di “facilitatori” chimici ne in vigna ne in cantina. La cosa bella è che ognuno di questi produttori ha la propria filosofia e che mai per nulla al mondo la cambierà!

Una maglia di un produttore

La maglia di un produttore

A tal proposito, per percorrere questa via non ancora ben segnata, è nata “Triple A”.

La sigla coniuga 3 modi d’ essere fondamentali per questi “alchimisti dell’uva” che in tal maniera non avevano mai avuto possibilità di coesistere: Agricoltori, Atrigiani e Artisti.

Agricoltori perché chi ti serve e presenta il vino è la stessa persona che ne ha raccolto le uve, che le ha pestate –spesso con i propri piedi –  in grandi tini e delle quali probabilmente saprebbe ogni singolo nome – perché son certo che le abbia pure battezzate – e che sappia riconoscerne grappolo per grappolo!

Li vedi lì, non troppo a loro agio dietro al banchetto a rappresentarne il risultato in quanto il loro vero “lavoro” è starsene con i piedi sulla terra nei vigneti con le mani sporche ed il sole che gli bacia il volto.

Macchiarola, ottimo Primitivo col fondo

Macchiarola, ottimo Primitivo col fondo

Ti riempiono il calice con malcelata soddisfazione spesso versandone qualche goccia fuori. Non utilizzano “salvagoccia” o altri marchingegni ponendo un invalicabile fossato tra chi il vino lo commercializza e chi lo produce.

Hanno spesso volti e mani segnate dal lavoro, con abbinamenti di vestiti tutt’altro che ragionati ed indovinati, ma sono belli così nella loro sincerità e nella voglia di non apparire.

Primitivo col fondo Macchiarola

Primitivo col fondo Macchiarola

Anche da questo capisci che non è l’estetica ad interessargli ma la sostanza ed il progetto, quel progetto che solo loro conoscono realmente fino in fondo, perché ogni vino è per loro un figlio da seguire e per il quale cambiare spesso tattica nel fargli da padre per farlo essere migliore. Ne decidono le frequentazioni, ne scelgono il taglio di capelli in base al clima di un’annata o ai singoli avvenimenti atmosferici, magari appena diversi da quelli del loro vicino di casa.

San Fereolo, ottimo il Riesling e Gewurtztraminer

San Fereolo, ottimo il Riesling e Gewurtztraminer

Artigiani perché spesso si parla di piccole cantine e piccole realtà. Le produzioni si riducono a poche bottiglie ma spesso di molte tipologie. Credo che ciò ben descriva lo spirito eclettico e sempre in subbuglio che li contraddistingue. Sempre pronti a mettersi in discussione e a fare un giorno dopo l’altro l’esatto contrario di quanto fatto pochi istanti prima, a provare e riprovare con acuta testardaggine un procedimento fatto e rifatto più volte nonostante non sia andato a buon fine.

Az. Agr. Saccoletto

Az. Agr. Saccoletto

Non s’aiutano con temperature controllate, i lieviti che innescano le fermentazioni sono sempre “indigeni” e ciò garantisce sfaccettature territoriali ben lontane da quelle date dai “lieviti selezionati”. L’’artigianalità sta nel ottenere con fierezza ogni anno un vino diverso.

Artisti perché creare un qualcosa di nuovo diverso da ciò che fanno tutti gli altri è già di per se “arte”!

Cantina Giardino, bianchi da urlo e Aglianico '07 con una potenza incredibile

Cantina Giardino, bianchi da urlo e Aglianico ’07 dalla potenza incredibile

Prendere una materia prima, lavorarla con amore pensando a lei giorno e notte trasformandola in ciò che hai immaginato.

Credo che coltivare una vite, guardarne il frutto che si è stati capaci di far maturare al meglio sognando il modo nel quale lo si farà diventare vino equivalga a notare un bel masso di marmo, vederci con la propria mente una forma all’interno e scolpirviquell’immagine.

Vecchie vigne francesi a Fornovo. Anche 130 anni!

Vecchie vigne francesi a Fornovo. Anche 130 anni!

La fila all'ingresso

La fila all’ingresso

La manifestazione si svolge in un paesino non lontano da Parma, Fornovo. Non mi è ben chiaro perché un progetto così di nicchia sia nato proprio in questo luogo ma posso solo ringraziare chi ha avuto idea di realizzarlo.

In un grande capannone con i tendoni bianchi si estendono in file ordinate i tanti produttori. Le persone che lavorano alla buona riuscita dell’evento non sembrano operatori del settore ma son di certo un gruppo di volenterosi che con volontà e semplicità riesce da anni nel proprio intento. La lunga fila all’ingresso ne è testimone innegabile.

Se siete abituati a frequentare altri “palcoscenici” vi salteranno subito all’occhio tante defezioni delle quali potrebbe essere ben facile lamentarsi. Ma non qui!

I cartelli!!

I cartelli!!

Non vi è una cartina principale e sommaria capace di indirizzarti alla verso i produttori. I cartelli dei vignaioli sono bassi e con le tante persone che affollano la sala è molto difficile orientarsi.

Gli stessi cartelli sono spesso sbagliati e le correzioni a penna fanno sorridere e fanno capire che anche per loro il contorno conta davvero poco!

Le sputacchiere, poco belle ma estremamente pratiche

Le sputacchiere, poco belle ma estremamente pratiche

Le sputacchiere in alluminio dai manici ergonomici lasciano il posto a bidoni in plastica bianchi posizionati per terra sotto ai banchetti, ma per fortuna di gente che sputa il vino qui se ne incontra davvero poca!

Le postazioni dei produttori sono tavoli quadrati da campeggio con sopra una tovaglia in carta e basta un lieve inciampo per far cadere tutte le bottiglie.

Esaminate queste simpatiche differenze con altre realtà posso dire che ritengo i vini naturali il futuro e la direzione verso la quale il gusto ed il mercato si sposterà presto. Siamo ormai fortunatamente ben lontani da odiosi vini fatti con uvaggi internazionali e lunghi affinamenti in barrique che sviliscono ogni traccia e differenziazione di territorialità.

E’ stato divertente vedere come fosse diversa la platea di degustatori accorsi all’evento. Se è vero che ciò che più accomuna i “Vignaioli Naturali” sono le lunghe barbe, i cappelli in testa, il sorriso sempre stampato in volto e le gote rosse..allo stesso modo il pubblico accorso era caratterizzato da persone di tutte le età, con maggioranza di giovani, vestiti con abiti casual, chiome di capelli fluenti e sguardo interessato.

L'anfitrione della manifestazione. Ogni anno andiamo a cercarlo, non tanto per i vini quanto per la sua simpatia!

L’anfitrione della manifestazione. Ogni anno andiamo a cercarlo, non tanto per i vini quanto per la sua simpatia!

Amo questo mondo da poco scoperto!

Tra le cantine che mi hanno particolarmente sorpreso c’è sicuramente Amerighi che di certo novità non lo è più. Il suo Syrah 2012 è sicuramente più fragile dell’annata precedente ma regala ottime emozioni olfattive ed una bevibilità piacevolmente scorrevole. L’Apice 2011 ed il Syrah 2010 rimangono due bottiglie da non mettere in carta vini ma in cantina personale.

E’ sempre un piacere incontrare alle manifestazione Emidio Pepe, o meglio la sua simpaticissima figlia. La loro coerenza negli anni si è affermata in qualità. L’etichetta che più ho apprezzato è stato il Montepulciano 2008.

Emidio Pepe

Emidio Pepe

Caldamente consigliato dal mio amico Andrea mi accingo a trovare la cantina Sedilesu con la speranza di far la conoscenza della Granazza di Mamoiada, un antico vitigno a bacca bianca riscoperto e vinificato solo in loco. La Granazza è un vino secco dal colore giallo oro. Al naso stupisce ma in bocca sorprende per la sua atipicità che non la colloca in nessun canone. Devo dire che nonostante la sua particolarità son rimasto sorpreso più dalla grandezza del resto delle etichette, tutte rosse e tutte di notevole struttura. Il Cannonau 2010 fermenta e soggiorna in tini di legno da 75 hl e fa valere tutta la sua complessità in bocca. La Selezione Giuseppe Sedilesu, prodotta solo in grandi annate, dopo il millesimo 2010 verrà prodotta nel 2014.IMG_0738I vini di Menti meritano una menzione particolare, ma ancor più il loro produttore. Al posto della denominazione di origine controllata le sue bottiglie indicano la scritta “vino volutamente declassato”. Ciò sta ad indicare la completa ribellione a regole e barriere e la volontà di fare vino a modo proprio.
IMG_0720La bionda signora di Case Coste Piane è sempre uno degli incontri più piacevoli di questa manifestazione. Questa donnina minuta dietro ai suoi grandi magnum di Prosecco ostenta sempre simpatia e gentilezza. Le sue bollicine eccellono in bevibilità e gratificazione del palato. I profumi sono ben diversi da quelli dei classici Prosecchi – per fortuna – ed il fondo nella bottiglia le caratterizzano ulteriormente. Fa fede il fatto che le sue produzioni sono letteralmente introvabili.IMG_0704 Le bollicine metodo classico di Cà de Vent sorprendono sempre nonostante i vini cambino abbastanza durante la stagione. Quest’anno ho apprezzato tanto il Blanc de Blanc che regala piacevolissime note di cedro dopo i suoi 35 mesi sui lieviti. Il Rosè, 100% Pinot Nero, è prodotto in pochissimi esemplari e rappresenta di certo un etichetta da segnare in taccuino.IMG_0742 E poi arriviamo a lui. A prima vista una simpatica somiglianza con l’attore Adam Sandler ti rende subito simpatico Dornachparlando con lui s’intuisce la sua scaltrezza ironica e si giustifica. Il suo Pinot Bianco è una bevuta limpida e regale, il Gewurtztraminer in magnum sicuramente una chicca che arriva diretta dove deve senza troppi fronzoli aromatici- una bevuta per pochi fortunati – ma è il Pinot Nero 2011 ad avermi lasciato senza parole ancor di più dell’annata 2010 in magnum!

Tenuta Dornach

Tenuta Dornach

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Dornach, Pinot Bianco e Pinot Nero

Mi ricordavo di Pacina come una delle cantine più piacevoli dell’edizione 2014. L’annata 2011 non ha tradito il ricordo. Sicuramente molto al di sopra delle altre etichette.

Pacina

Pacina

Caspita che bianco questa Malvasia Istriana di Cotar!

Cotar

Cotar

Tra le varie bottiglie non è strano trovare bottiglioni come questi che spesso contengono il nettare preferito dei vignaioli!

"Il Bottiglione"

“Il Bottiglione”

Che Formaggio!!

Che Formaggio!!

Fornovo è luogo anche per i virtuosi del cibo ed è possibile scovare ed acquistare ottime cose. Anche in questo caso i produttori sono davvero simpatici!!

 

Grandi formaggi

Grandi formaggi

Di Lucio Saccani

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