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Ristorante Ponte Rosso – Dalla Bettina

Ristorante Ponte Rosso “Dalla Bettina”

Via Pietra Dell’Uso 7, 47030 Sogliano al Rubicone, tel 0541.940718

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In tanti mi chiedono quali siano per me i cappelletti più buoni, a tanti chiedo quali siano per loro i cappelletti più buoni. La risposta sempre è la stessa: “Quelli della Bettina!!”

La Bettina è una splendida signora di 78 anni che, forse inconsapevolmente, ha dato tantissimo alla ristorazione romagnola e al mantenimento delle sue tradizioni.

Gestisce insieme alla carinissima figlia Daniela un ristorante che vede uscire dalla cucina i primi fumanti cappelletti nel lontano 1944.

Proprio durante quegli anni sua madre, credendo di farle cosa sgradita, la costringe in cucina con l’intento di farle apprezzare maggiormente lo studio.

Quale fu il risultato? Che entrò in quella cucina senza uscirne più!

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Imparò da sua madre a cucinare mantenendo nel corso degli anni ogni procedimento nell’esatta maniera d’un tempo e disdegnando l’aiuto di ogni moderna attrezzatura.

In una confidenza personale mi raccontò un aneddoto che trovo simpatico e significativo allo stesso tempo: Le attrezzature d’avanguardia se le fece persino installare, ma durarono pochi giorni prima di ripristinare la cucina di una volta perché quando una persona fa da una vita le cose in un certo modo e le fa bene è impossibile riuscire a cambiare ed è giusto non farlo!

Ora è una donna instancabile che rifiuta ogni comodità in cucina.

Si lamenta a modo suo del fatto che gli avventori vengano nel suo ristorante e si mangino chi 2, chi 3 piatti di cappelletti e lei non si capacita del fatto che non considerino anche le altre portate, che io stesso trovo ottime!

Credo sia perché ogni grande cuoca è sempre critica verso ciò che cucina e non riesce a capire la grandezza del suo piatto. A parer mio credo che andare nel suo ristorante senza ordinare i cappelletti sia un pò come andare a Parigi, visitare tutti i musei ma andarsene senza aver visto e rivisto la Tour Eiffel!

Riflettevo proprio oggi sul concetto di “ricetta”. Essa è la linea guida di un piatto preparato secondo le tradizioni.

Ti sforzi di seguirlo, poi ti accorgi che le stesse tradizioni hanno ispirato quel piatto e l’hanno fatto diventare grande rendendolo immortale solo grazie a queste donne capaci di cucinare sempre nello stesso modo per 80 anni.

Ma passiamo al ristorante. Il locale si presenta come una trattoria degli anni ’80 senza fronzoli, il che lascia presagire fin da subito che il piatto forte della casa sarà proprio ciò che si troverà nel piatto!

Fino a qualche anno addietro era anche Dancing e i clienti una volta pranzato si divertivano ballando con la sana allegria che caratterizzava i rimpianti anni ’80. Ora svolgono servizio per pranzo e l’attività è concentrata solo sul servizio di ristorazione.

Entrando nella sala principale e recandosi al proprio tavolo si nota fin da subito il benvenuto della cucina rappresentato da alcuni sfiziosi crostini.

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Il menù è quello tipico romagnolo con pasta fatta in casa tirata a mano e secondi che si dividono tra ottimi arrosti e carni grigliate alla brace.

A questo punto inutile dire che il piatto del quale voglio parlarvi siano i cappelletti.

Arrivano a tavola fumanti in una boule d’acciaio. Fin da subito si nota il brodo, molto colorato e con piccole e sporadiche macchioline che fanno immaginare l’utilizzo di diverse carni tra le quali un ottima gallina.

Una volta fatto il piatto si è invasi da una nube di aromaticità vaporizzata capace da sola di farti tornare il buon umore. I cappelletti sono piccolini, indiscutibilmente chiusi da mani esperte. Il ripieno è di carne e formaggi, saporito e di ottima consistenza. Il connubio tra brodo e cappelletto mangiandoli è qualcosa di davvero gratificante.

Data la confidenza con Bettina ammetto di conoscerne alcuni segreti ma il grande rispetto e l’ammirazione che provo nei confronti di chi ha creato questo piatto di culto me ne impedisce sia la divulgazione che di provare a prepararli a casa per me con i suoi accorgimenti. Talmente li venero che mi parrebbe quasi di profanarli!

Un piatto semplice che rappresenta per me una preparazione magistrale. Vi invito ad andarli a provare a nome mio e a condividerne in questa pagina impressioni e commenti.