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Fattoria Mancini, Luigi e le sue vigne immerse nel blu.

Fiera del gelato, Rimini. L’appuntamento d’apertura della nostra stagione eno-gastronomica ha spesso inizio da questo evento di gennaio.Atteso più per rincontrarsi dopo le feste che per la certezza di passare una giornata indimenticabile il gruppo parte in direzione della Riviera Adriatica.Il programma di quest’anno è però impreziosito dalla visita ad una realtà interessante a pochi passi da casa.

Abbiamo infatti deciso di passare la mattinata presso la cantina “Fattoria Mancini” di Pesaro accolti dal patron Luigi Mancini che ci ha illustrato il suo progetto iniziato da tempo immemore in una terra più volte dimostratasi non incline a compromessi.

Premetto che non ero in splendide condizioni fisiche per una caduta in bici ma non potevo non seguire i miei cari compagni di viaggio in questa interessante visita.

..ecco le prove del mio impegno..!!

..ecco le prove del mio impegno..!!

Prima di recarci in cantina Luigi ci ha pregato di passare a visitare i vigneti che si spartiscono terra e mare sul promontorio del Parco Naturale del San Bartolo lungo la strada panoramica che da Gabicce conduce a Pesaro.

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Il vigneto impiantato nel 2000

 

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Inerbimento tra i filari

Arrivati sul luogo il perché dell’insolita richiesta ci si è parso tutto ad un tratto più che scontato!

 

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Il vigneto terrazzato a picco sul mare

Un terrazzamento di viti aggrappate al mare fa capolino sull’acqua di un Adriatico profondamente blu e pulito dal cielo invernale.

Questi elementi completano un ambiente mistico quasi a voler ricreare un anfiteatro naturale dove tu sei lo spettatore e lo specchio di azzurrissima costa l’attore principale che te la suona e te la canta facendoti subire la sua potenza.

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Le barriques/tavoli per l’estate

I filari distesi e ben allineati sono costantemente sferzati dalla brezza marina in inverno e dal caldo sole d’estate.L’escursione termica come ben sappiamo è complice dello sviluppo dei profumi ed in questo tratto di costa è contrastata dall’effetto mitigante dell’acqua che rende questo micro-clima degno e meritevole della “sotto zona” ottenuta che lo colloca come perla della provincia.

La DOC Colli Pesaresi si fregia infatti 2 sotto zone denominate “Roncaglia” per i bianchi e “Focara” per i rossi nelle quali è consentita anche la produzione del Pinot Nero.Questa insolita uva poco tintorea si presta sia alla vinificazione in bianco che a quella in rosso garantendo diverse tipologie di prodotto.

Vitigno allevato storicamente in Francia nelle regioni di Borgogna e Champagne, ha trovato il suo habitat ottimale in queste assolate colline fin dai primi anni dell’ottocento quando l’amministrazione Napoleonica lo indicò come adeguato alla immissione introducendone la coltivazione in questa zona.

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Uno dei vigneti “Cru”

Singolare ed interessante è l’uso che Luigi fa delle sue vigne durante i mesi estivi. Non è infatti difficile imbattersi in un matrimonio, in un fugoncino take-away che sceglie come dimora i lunghi filari oppure in eventi eno-gastronomici che accrescono di spessore grazie all’incanto del luogo.

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..ve l’ho detto che era finita a pane e salame!

L’azienda si presenta come un casolare immerso nel verde appena fuori dalla città di Pesaro. Parcheggiata l’auto veniamo accolti dalla proprietà che fin da subito ribadisce la già preannunciata scarsa disponibilità di tempo da dedicarci dovuta agli impegni, ma che si tramuta ben presto in voglia di stare insieme attorno ad un tavolo all’aperto aprendo ottime bottiglie e salami da mangiare con del buon Toscano!

 

L’impressione che Luigi ti da dialogandoci è quella di un continuo studio atto a capire chi si trova davanti.

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La barricaia

Attraverso la piena conoscenza di ciò che produce insieme alla moglie Shayle, che svolge il ruolo di enologa, è sempre pronto a valutare e spiegare ogni nota fuori dal coro che colpisce i suoi prodotti rispondendo con estrema sicurezza e convinzione alle puntualizzazioni dei suoi interlocutori. In un primo momento, non conoscendolo, è possibile valutare questi segni come eccesso di sicurezza e scarsa modestia; fa pensare al detto… “l’attacco è la miglior difesa”!

Ma se ti soffermi ad ascoltarlo ti rendi conto che sa veramente quello che dice e quella persona che in un primo momento poteva sembrare burbera e di poche parole si trasforma in un padrone di casa con il quale passare una magnifica giornata.

Abbiamo degustato:

  • Roncaglia Colli Pesaresi DOC 2013 Roncaglia: Il bianco d’entrata dell’azienda. Il produttore dichiara Albanella in purezza. Il vino è piacevole e di grande scorrevolezza.
  • Colli Pesaresi DOC 1998 Roncaglia: Un autentica chicca come sorpresa. La bottiglia è cambiata nel corso degli anni, l’etichetta è differente, ma soprattutto lo è ciò che si è trasformato all’interno con il tempo! Avere la fortuna di degustare un vino marchigiano di 17 anni e trovarlo così integro e godibile è motivo di grande riflessione.
  • Impero Marche IGT Pinot Nero DOC vinificato in bianco 2012: Il vino simbolo della cantina che ha dato lustro alla zona vitivinicola del nord della provincia pesarese. Questo è il vino sul quale ho avuto un interessante scambio di opinioni con il produttore. Botti di legno di 4° passaggio fungono da casa a questo Pinot Nero vinificato in bianco. La gradevolezza al naso e la sua struttura in bocca lo rendono polivalente in insoliti abbinamenti che spaziano senza problematica alcuna verso piatti che di mare non sono.
  • Colli Pesaresi Focara DOC Pinot Nero 2012: Pinot Nero in purezza proveniente dai vigneti baciati dal mare. Probabilmente il prodotto che ho maggiormente apprezzato, anche per il buono rapporto qualità-prezzo.
  • Rive Colli Pesaresi Focara DOC Pinot Nero 2011: Dalla vigna oltre alla strada opposta al mare c’è un vigneto, un “Cru” che da vita ad una selezione capace di convincere per il connubio eleganza-struttura-longevità.
  • Colli Pesaresi Sangiovese DOC 2013: Sangiovese in purezza, probabilmente il vino più in difficoltà della giornata. L’annata difficile ha ridimensionato il prodotto che rimane  comunque piacevole seppur meno ricco al naso e meno lungo in bocca rispetto al millesimo precedente.
  • Colli Pesaresi Sangiovese DOC 2012: L’annata precedente risulta molto più ricca e godibile. All’acquisto sicuramente da preferire alla 2013.
  •  Blu Marche Rosso DOC 2000: Mai sentita un Ancellotta in purezza? Confesso che per me è stata la prima volta ed iniziare con un vino del 2000 (ora in commercio c’è la 2010) mi ha ovviamente destabilizzato. Il colore è fitto con riflessi ancora molto vivi. Ciò fa pensare a tutt’altro che ad un prodotto di 15 anni e regala sensazioni nette di frutti di bosco ed un ingresso in bocca vellutato.
  • Rive Colli Pesaresi Sangiovese DOC 2011: Con questo vino Luigi ci ha voluto dimostrare le potenzialità che il Sangiovese in purezza può regalare in questa zona se è frutto della giusta annata e del giusto invecchiamento.

In conclusione posso dire che ho avuto modo di toccare con mano una realtà importante capace di andare contro corrente. Ho trovato un produttore che non è disposto a cedere il fianco di ciò che si è guadagnato memore delle fatiche dei tempi, simili a quelle sopportate dalle sue viti per intercedere e sopravvivere alle intemperie del vicino mare.

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Filari, mare e barrique

Il filo conduttore di questi vini è una sapidità marcata e costante che ti abbraccia il palato regalando un finale di bocca distintivo con una tipica astringenza ai lati della bocca. Altra grande caratteristica riscontrata è l’indiscussa longevità che tanto ci ha fatto godere!

Di questa visita ricorderemo la tenacia di un produttore che con la propria volontà è riuscito a creare un qualcosa che non c’era; credo sia un bell’esempio da seguire!

Il gruppo ringrazia!

Il gruppo della spedizione!

Il gruppo della spedizione!

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